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Renato Zanella, al Santa Chiara una stagione eclettica

E un nuovo "Romeo e Giulietta" a Ljubljana

Di Maria Luisa Buzzi 14/01/2022
Renato Zanella, al Santa Chiara una stagione eclettica
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Ballerino, coreografo, direttore di compagnia e curatore di stagioni. Renato Zanella, mai pago dei risultati raggiunti nel corso di una brillante carriera quarantennale nel mondo, mostra l’entusiasmo di un giovane nel raccontare la sua idea di danza a 360° per il Centro Servizi Santa Chiara di Trento, dove dal 2021 cura la stagione inDanza (programmazione annuale nei Teatri Sociale e SanbàPolis di Trento, Auditorium Melotti di Rovereto, Teatro Comunale di Bolzano a cui si aggiungono le cittadine del circuito Trentino-Alto Adige). Educare il pubblico, attirarlo all’esplorazione di ciò che non è conosciuto, navigare nell’eclettismo da sempre per lui peculiare. Questa la sua idea: “Il filo rosso della prima parte di stagione, da gennaio a maggio, con dodici appuntamenti e nove compagnie in cartellone, rispecchia la mia indole e la passione per le sfaccettature diverse. Da ballerino amavo interpretare le creazioni più disparate e spaziare nei generi, e da direttore di compagnie ho mantenuto questo imprinting nel rispetto degli obblighi che una grande istituzione impone (ha diretto il Wiener Staatsballett, il Greek National Ballet, il Balletto dell’Arena di Verona, il Balletto di Bucarest e ora il Balletto dell’Opera di Ljubljana, ndr.). Mi sento un ‘lupo solitario’, non ho mai seguito mode o trend per questo a fianco di prestigiose compagnie nazionali come Zappalà Danza, Balletto di Roma, Daniele Cipriani Entertainment, Equilibrio Dinamico, ci sarà spazio per i giovani creatori Simone Repele e Sasha Riva, per gli sloveni Michal Rynia e Nastja Bremec Rynia, per la giocoleria degli strepitosi Gandini Juggling, per la danza intorno al mondo di Hervé Koubi, per il circo dei Machine de Cirque e per due icone del balletto come Alessandra Ferri e Massimo Murru”.

Zanella, un inizio di stagione 2022 dove la danza nazionale ha un ruolo dominante: necessità dettata dal proseguimento di una situazione sanitaria incerta oppure scelta ‘politica’ di sostegno al nostro panorama? Sono tornato a lavorare in Italia con immenso piacere e il fatto che l’incarico al Centro Santa Chiara riguardi la gestione artistica di una ‘piattaforma’ sulla quale e dentro la quale posso lavorare (e non una compagnia), mi permette di esplorare nuovi orizzonti. Sul territorio regionale esistono due Festival di danza contemporanea molto importanti – Oriente Occidente e Bolzano Danza – con le loro peculiarità di avanguardia e ospitalità internazionali. inDanza, come stagione annuale gennaio-dicembre, deve proporre una linea intermedia. Le scelte artistiche mi rispecchiano, nell’eclettismo e nell’amore verso la danza. Ho scoperto, documentandomi per programmare, realtà che non conoscevo avendo vissuto all’estero sin da ragazzo, e un panorama effervescente con cui sono riuscito da subito a ‘fare squadra’, a creare dei rapporti solidi affrontando così più facilmente insieme la situazione pandemica.

Nella prima parte di stagione troviamo anche lavori ‘storici’: “Carmen” di Amedeo Amodio e “L’Heure Exquise” di Maurice Béjart…
Certo, la memoria è importantissima. Lo scorso anno ho invitato Luciana Savignano, quest’anno ci saranno Alessandra Ferri e Massimo Murru in L’Heure Exquise di Maurice Béjart, una triade di grandi!, e insieme un ricordo dovuto a Carla Fracci e Micha van Hoecke, recentemente scomparsi per i quali il pezzo è stato creato. I giovani devono conoscere il passato, non mi capacito che non sappiano e non conoscano un grandissimo come Paolo Bortoluzzi. Non va bene! I Festival, come è giusto che sia, guardano al nuovo, all’avanguardia, noi come stagione possiamo permetterci di essere ‘più lenti e spalmati’ costruendo un dialogo anche storico con il pubblico mettendoci in relazione con tutti settori artistici del Centro Santa Chiara. Riguardo ad Amedeo (Amodio, ndr.) è un artista troppo importante per la nostra storia e trovo eccellente il lavoro di ricostruzione che Daniele Cipriani cura con la sua compagnia, come nel caso di Carmen.

Il Centro Santa Chiara ha un nuovo direttore, Massimo Ongaro, ha già parlato con lui per le linee future relative alla programmazione di danza? Ci siamo confrontati, mi è stato confermato un budget con il quale spero di aumentare il numero di spettacoli annuali e allargare l’ambito della formazione attraverso workshop con gli artisti presenti in rassegna in dialogo con il Liceo Coreutico di Trento e le scuole di danza del territorio.

Il pubblico come recepisce la programmazione? Penso anche fuori dai capoluoghi di provincia, Trento e Bolzano...
È un pubblico onesto e interessato quello di inDanza. Gli spettatori si fidano della programmazione e per questo ho voluto avviare un dialogo con loro introducendo gli spettacoli di persona e attendendo nel foyer i loro feedback al termine. Ma ho ancora una sfida da risolvere: far vincere la pigrizia negli spostamenti del circuito.  Ci sto lavorando con il team del teatro.

Una domanda a Zanella direttore del Balletto dell’Opera di Ljubljana e coreografo. Il 17 febbraio debutterà il suo “Romeo e Giulietta” su Prokofiev con la compagnia slovena, titolo su cui lei più volte è tornato nel tempo, da buon veronese…
Ho pensato fosse il momento giusto di chiudere la mia ‘relazione’ con Romeo e Giulietta con i 53 brillanti ballerini dell’Opera di Ljubjana. Il titolo ha visto una prima versione nel 2011 in Grecia con un corpo di ballo ridotto, poi è stato ripreso nel 2016 a Bucarest, ma fino ad ora non avevo realizzato la mia visione sul dramma shakespeariamo. Ora posso dire che sono giunto alla versione compiuta con nuova scenografia e nuovi costumi (di Alessandro Camera) e l’intera partitura di Sergei Prokofiev. Ho ottimi ballerini di solida tecnica e su di loro ho valorizzato anche personaggi solitamente secondari come la madre di Giulietta. Si tratta di una versione ambientata nella Verona di oggi, dedicata alle donne e all’emancipazione di cui Giulietta qui è simbolo.

Per chiudere, quali titoli propone per la prossima stagione del Balletto dell’Opera di Ljubljana?
Il mio contratto – fino a gennaio 2025 - non prevede obblighi di creazioni. La prosima stagione ci saranno quattro prime per l'ensemble. Avremo l’entrata in repertorio de La Sylphide di Bournonville, il nuovo Don Chisciotte di José Carlos Martinez, la ripresa del mio Canto della terra su Mahler e di Underskin che ho creato per il San Francisco Ballet. In più la serata Giovani coreografi alla quale tengo molto.

Maggiori info su www.centrosantachiara.it e www.opera.si

 

 

 

 

 

 

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