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La capacità di vivere insieme: "Sol Invictus" di Hervé Koubi in tour

16/04/2024
La capacità di vivere insieme: "Sol Invictus" di Hervé Koubi in tour
Cie Hervé Koubi in "Sol Invictus" (ph. Sternalski Nathalie)

VICENZA Sarà al Festival Danza in Rete Festival al Comunale di Vicenza il 18 aprile e il 20 aprile al Teatro Freaschini di Pavia, Hervé Koubi con il suo ultimo lavoro “Sol Invictus”, che ha debuttato lo scorso settembre a Oriente Occidente Dance Festival di Rovereto.

La Compagnie Hervé Koubi è stata fondata nel 2010 dal coreografo franco-algerino, sovente ospite nel nostro paese. Se l’esplorazione della memoria personale e delle sue origini algerine era stata alla base di precedenti importanti lavori, tra cui Les nuits barbares, ou les premiers matins du monde, il nuovo Sol Invictus rappresenta un fervente inno al potere salvifico della danza; in scena diciotto giovani danzatori danzano insieme ma soli, interconnessi ma autonomi; per la prima volta nella compagnia sono presenti tre danzatrici donne. “È uno spettacolo molto politico – ha spiegato il coreografo in una recente intervista – perché se possiamo danzare insieme possiamo vivere insieme. Abbiamo radici comuni molto più antiche delle nazioni, i confini sono stati disegnati in certi momenti della storia, ma non vogliamo leggere quella storia. Una storia mediterranea che è legata a tutte le altre storie del mondo. Quello che io voglio creare è un’eco della nostra storia comune”.

Ma l’ispirazione dello spettacolo è profondamente radicata anche nella fascinazione per il cosmo e per tutte le forme di vita. E per Koubi la danza non è solo essenziale ma indispensabile, in quanto offre energia vitale e aiuta a superare la paura; e ancora una volta il coreografo dimostra la sua capacità di riunire un nuovo gruppo di danzatori di straordinario talento, provenienti da mondi diversi (con alcuni formati in luoghi estremi, come l’Amazzonia o la Siberia), riuscendo a creare un insieme eterogeneo per stile e abilità, trovando la sintesi nella diversità, in un mix eclettico che include anche, nella danza, l’hip hop e la street dance.

La partitura musicale è composta da composizioni di Mikael Karlsson e Maxime Bodson, da opere del repertorio di Steve Reich (Quattro Sezioni) e dalla Sinfonia n. 7 in la maggiore Op. 92 di Ludwig van Beethoven. Un ruolo importante è riservato alla scenografia; al centro trova posto infatti una grande tela dorata, simbolo del sole. Spiega ancora Koubi: “Sol Invictus non si riferisce solo al dio romano del sole, ma anche ad un rituale che celebrava – a metà inverno – il trascorrere dei giorni più bui, anticipando giorni migliori e più soleggiati. E quella celebrazione, quella speranza, per me è proprio ciò di cui parla Sol Invictus”.

 

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