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Addio a Steve Paxton, aveva 85 anni

Nella notte del 21 febbraio è mancato negli Stati Uniti Steve Paxton, il fondatore del contact-improvisation, figura pionieristica della danza dagli anni Settanta.

22/02/2024
Addio a Steve Paxton, aveva 85 anni
Steve Paxton con il Leone d’Oro a Venezia nel 2014 (ph. Giorgio Zucchiati)

Nella notte del 21 febbraio è mancato negli Stati Uniti Steve Paxton, il fondatore del contact-improvisation, figura pionieristica della danza sperimentale dagli anni Settanta ad oggi. Nato a Phoenix in Arizona nel 1939, il suo impatto sulla danza è stato non solo innovativo ma di grandissima portata.

Leone D'Oro alla Carriera della Biennale di Venezia nel 2014 ai tempi della direzione di Virgilio Sieni, Paxton inizia la sua carriera a New York nel 1958 dopo gli studi al Connecticut College, proseguita nella Merce Cunningham Dance Company e sfociata nel Judson Dance Theater, autentica fucina di idee a talenti della postmodern dance. Lì incubava in incontri settimanali presso la Judson Church la danza ordinaria e naturale, la sperimentazione e il laboratorio collettivo. Poi fu il turno del Grand Union, nel 1970, con Trisha Brown, David Gordon, Douglas Dunn e Yvonne Rainer e primi passi verso lo sviluppo di una tecnica, la Contact Improvisation, che lo renderà famoso e che a suo dire consiste semplicemente “nello studio dei riflessi e degli impulsi del corpo”.

Era il 1972 quando la Contact Improvisation fu presentata con una serie di performance alla John Weber Gallery di New York City. Paxton aveva coinvolto 17 studenti e colleghi a partecipare a un progetto di due settimane. Cos’era? Una forma di danza improvvisata basata sulla comunicazione tra due corpi in movimento sempre in stretto contatto il cui scopo era assecondare le leggi fisiche della gravità, del momentum e dell’inerzia. Il corpo deve aprirsi a queste sensazioni, imparando a sciogliere le tensioni muscolari e ad abbandonarsi al flusso naturale del movimento. Una pratica che include il rotolamento, la caduta, il sostenere e dare il peso al partner mantenendo un punto di contatto.

“Perché è la pelle l’organo più grande del corpo - raccontava in occasione del Leone d'Oro - bisogna ascoltare attraverso di essa collegando la testa e i sensi”.

 

Approfondimento sulla sua carriera e gli sviluppi di 50 anni di Contact-improvisation sul n. 303 di DANZA&DANZA magazine (marzo/aprile 2022) e il n. 30 di DANZA&DANZA INTERNATIONAL in inglese, disponibili all'acquisto sulle rispettive APP nel vostro store.

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