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Scala: Swanilda, una donna che sa quello che vuole

La "Coppélia" di Ratmansky apre la stagione di balletto della Scala

Di Maria Luisa Buzzi 12/12/2023
Scala: Swanilda, una donna che sa quello che vuole
Nicoletta Manni e Timofej-Andrijashenko in prova di "Coppélia" (ph Brescia e Amisano/ Teatro alla Scala)

MILANO Tutto pronto alla Scala per l'inaugurazione della Stagione di Balletto 2023/2024. L'attesa nuova Coppélia firmata da Alexei Ratmansky è in dirittura d'arrivo, pronta per l'Anteprima giovani del 15 dicembre e per il debutto per tutti il 17 dicembre. In totale 10 recite fino al 13 gennaio con quattro diversi cast. RAI Cultura trasmetterà il titolo il 28 dicembre (primo cast) su RAI 5 e RaiPlay.

Il balletto, come è noto, nacque nel 1870 all'Opéra di Parigi sulla splendida musica di Léo Delibes a cui Ratmansky dichiara di essersi ispirato. Assente dal Teatro alla Scala dal 2009, il titolo si presenta ora in una veste particolare nonostante il coreografo di origini ucraine abbia mantenuto un rapporto stretto con la tradizione. Non una ricostruzione filologica come sovente Ratmansky ci ha proposto anche alla Scala, ma una vera e propria nuova coreografia che segue la storia ma con l'energia del nostro tempo. Una ricerca di coloriture per un lettura del grande classico "molto danzata in cui la tecnica veloce e la versatilità dei bravi danzatori della Scala si possano esaltare". Parole di Alexei Ratmansky in conferenza stampa, che prosegue: "la mia energia creativa è arrivata dalla musica, centrale nella produzione con i suoi temi, i suoi motivi e i suoi cambi di ritmi. Ma anche dalla figura della protagonista Swanilda che qui ha una nuova centralità, anche se già nel libretto originale era una donna diversa dai canoni delle protagoniste degli altri balletti romantici e tardo romantici. Swanilda è risoluta, sa quello che vuole e credo che il suo agire sia una buona lezione per tutto l'universo maschile".

Swanilda nel libretto ha infatti due uomini con cui relazionarsi: il fidanzato Franz, un ragazzo semplice che la ama ma che si lascia affascinare dalla perfezione di un viso misteriso (lei gli insegnerà cos'è l'amore vero) e Coppelius, il burattinaio che vuole rubare agli esseri umani l'anima per infonderla nelle sue creazioni meccaniche. Il lato noir del libretto di Hoffmann rimane anche in questa versione ma il messaggio del coreografo vuole essere gioioso come spiega: "nel riprendere l'ambientazione originale in Galizia (oggi regione dell'Ucraina) la tragedia della guerra non viene dimenticata. Ma è mio intento in questa Coppélia celebrare la vita, l'amore e in molti momenti l'ironia e lo spirito positivo prendono il sopravvento".

Con Ratmansky a lavorare in Scala c'è un team che lui stesso ha definito "da sogno". Il fedele costumista Jerome Kaplan, qui alla ricerca di motivi del folkore ucreaino da inserire nelle scene, Marco Filibeck per il disegno luci, Guillaume Gallienne, celebre attore, sceneggiatore e regista teatrale e cinematografico collaboratore alla drammaturgia e alla messa in scena.

Protagonisti sul palco, come si è detto, quattro cast: la neo étoile Nicoletta Manni sarà per la prima volta della sua carriera Swanilda la sera del debutto (17 dicembre, 9 e 11 gennaio) affiancata da Timofej Amdrijashenko nel ruolo di Franz e Christian Fagetti nel ruolo di Coppélius. Seguirà la triade capitanata da Alice Mariani, Nicola Del Freo e Massimo Dalla Mora (20 e 31 dicembre), poi Camilla Cerulli, Claudio Coviello e Matteo Gavazzi (29 dicembre e 13 gennaio pomeriggio), Martina Arduino, Marco Agostino e Massimo Garon (pomeridiana dell'11 gennaio e 13 gennaio). Sul podio Paul Connelly a dirigere la partitura di Delibes da lui definita "cinematografica e contemporanea nella sensibilità" con l'Orchestra della Scala.

 

 

 

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