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I colori dell’inverno secondo Adriano Bolognino

09/04/2024
I colori dell’inverno secondo Adriano Bolognino
COB-Opus Ballet in "White Room"

CREMONA Ispirato all’opera pittorica "Il ritorno dal bosco" di Giovanni Segantini, pittore italiano, tra i massimi esponenti del divisionismo, White room di Adriano Bolognino, vincitore del Premio D&D nel 2022 come "miglior coreografo emergente" approda al Teatro Ponchielli domenica 14 aprile alle ore 18.30 e in replica alle 20.30.

Composta per i danzatori di COB-Opus Ballet, la compagnia fiorentina di Rosanna Brocanello, la coreografia di Bolognino indaga gli aspetti emozionali dell’inverno trasfigurando i suoi colori algidi e freddi negli stati d’animo dell’essere umano. Il quadro di Segantini esprime una dilatazione del tempo mettendo in scena la fatica e la costanza dell’essere umano: una contadina trascina una slitta pesante in un paesaggio desolato circondato da montagne che sovrastano la neve cristallina.

"Tutti gli elementi pittorici - spiega Bolognino nelle note al lavoro - partecipano alla rappresentazione di una tensione tra gli ostacoli connaturati allo statuto vitale e la forza umana che, in questo contesto, assume un carattere sovrannaturale. È proprio questa polarità a costruire un ponte tra l’universo contadino di Segantini e il nostro contemporaneo. Le difficoltà della vita spesso ci consegnano questa sfida sotto diverse forme, ridisegnando i contorni delle paure quotidiane e dei contesti di pubblica esposizione, costringendoci ad un lungo inverno dell’anima. Con questa creazione proverò a ricercare quello stadio sovrannaturale che ricongiunge la forza fisica necessaria a trascinare una slitta con quella emotiva che esercitiamo ogni giorno in questo presente. In un manto nevoso, desolato, si accende dal nulla una fiamma. Anche l’inverno possiede i suoi colori, che nel gelo e nel silenzio possono essere ancora più dirompenti. Racchiusi tutti in un bianco candido. Dobbiamo solo riscoprirli".

 

La creazione vuole approfondire gli aspetti emozionali dell’inverno, indagandone la trasposizione in forma di stato d’animo, ispirandosi all’opera “Il ritorno dal bosco” di Giovanni Segantini.

Il quadro ritrae una dilatazione del tempo che, rallentando e tendendosi, mette in scena la fatica e la costanza dell’essere umano: una contadina trascina una slitta pesante in un paesaggio desolato circondato da montagne che sovrastano la neve cristallina.

Tutti gli elementi pittorici partecipano alla rappresentazione di una tensione tra gli ostacoli connaturati allo statuto vitale e la forza umana che, in questo contesto, assume un carattere sovrannaturale.

È proprio questa polarità a costruire un ponte tra l’universo contadino di Segantini e il nostro contemporaneo.

Le difficoltà della vita spesso ci consegnano questa sfida sotto diverse forme, ridisegnando i contorni delle paure quotidiane e dei contesti di pubblica esposizione, costringendoci ad un lungo inverno dell’anima.

Con questa creazione proverò a ricercare quello stadio sovrannaturale che ricongiunge la forza fisica necessaria a trascinare una slitta con quella emotiva che esercitiamo ogni giorno in questo presente.In un manto nevoso, desolato, si accende dal nulla una fiamma.

Anche l’inverno possiede i suoi colori, che nel gelo e nel silenzio possono essere ancora più dirompenti. Racchiusi tutti in un bianco candido. Dobbiamo solo riscoprirli. (Note di Adriano Bolognino)

 

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