Inaugura domani il Festival Aperto
18/09/2026
REGGIO EMILIA La prima giornata di Aperto, il festival delle arti contemporanee organizzato dalla Fondazione ITeatri di Reggio, domani 19 settembre è all'insegna del ballo collettivo. Si comincia a colazione e si finisce ballando in piazza e al Teatro Valli.
In Piazza Prampolini, alle 18.45, Dance People, lo spettacolo del coreografo Omar Rajeh e della sua compagnia Maqamat, una coreografia per dieci interpreti e per chiunque, tra gli spettatori, abbia voglia di unirsi a loro. Il lavoro è il cuore della giornata inaugurale di Festival Aperto, che comincia alle 11 del mattino con una colazione e si chiude a sera con un concerto.
Al debutto, all’International Festival di Edimburgo nell’agosto 2025, il pubblico aspettava dietro un nastro rosso mentre i danzatori giravano tra la gente e spiegavano le poche regole del gioco. Poi il nastro veniva tagliato e la folla entrava nell’area della danza, tra piattaforme su ruote e scale che si spostavano di continuo. Chi voleva ballava, chi preferiva guardava dai bordi. La musica di Mathias Delplanque e Ziad El Ahmadie è suonata dal vivo, con la voce del cantante libanese Abdul Karim Chaar. Festoso e apertamente politico, lo spettacolo parte da una domanda semplice: in un mondo regolato dagli algoritmi, come si sta insieme in uno spazio pubblico, e chi decide chi guida e chi segue? Festival Aperto è tra i coproduttori.
Alle 21 il concerto inaugurale al Teatro Municipale Valli è affidato a Les Amazones d’Afrique, collettivo nato a Bamako per iniziativa di tre voci del Mali, Mamani Keïta, Oumou Sangaré e Mariam Doumbia, e aperto negli anni ad artiste come Angélique Kidjo. Il nome viene dalle Amazzoni del Dahomey, il reggimento femminile dell’Africa occidentale; la causa, da un album all’altro, è quella dei diritti delle donne. Si balla su ritmi mandingo, elettronica e desert blues, e intanto si parla di cose serie.
Il resto della giornata fa parte di The Gathering Project, dedicato alle voci artistiche del Mediterraneo. Alle 11, al Ridotto del Teatro Valli, gli artisti preparano una grande colazione libanese, tra pomodori rossi e menta. Alle 14, nello stesso spazio, Rajeh guida un workshop sul maqam, il suo metodo di composizione istantanea, aperto a chiunque, senza limiti di età né di esperienza. Alle 16, sul palcoscenico del Teatro Ariosto, la coreografa di Beirut Ghida Hachicho presenta Prelude to Violence, che parte dalla guerra tra due gruppi di scimpanzé documentata da Jane Goodall in Tanzania per interrogarsi sulla violenza legata al territorio. Alle 17.30, in Sala Verdi, Hamdi Dridi, cresciuto con l’hip hop sui tetti di Tunisi, fa insieme il danzatore e il dj in Soul(s) Power, e a poco a poco porta in pista anche chi guarda.
Sabato 19 settembre 2026
ore 11, Ridotto del Teatro Valli
Grande colazione libanese Tra pomodori rossi e menta
ore 14, Ridotto del Teatro Valli
Workshop sul maqam con Omar Rajeh, massimo 20 partecipanti, da 10 euro
ore 16, Palcoscenico del Teatro Ariosto
Ghida Hachicho, Prelude to Violence
ore 17.30, Sala Verdi
Hamdi Dridi, Soul(s) Power
ore 18.45, Piazza Prampolini
Omar Rajeh e Maqamat, Dance People, pubblico in piedi con sedute di cortesia, da 10 euro
ore 21, Teatro Municipale Valli
Les Amazones d’Afrique
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