L’addio alle scene di Dorothée Gilbert
18/10/2026PARIGI Secondo l’opinione unanime, era l’ultima grande ballerina. O, per lo meno, l’ultima rappresentante di un’eccezionale generazione di stelle, formata con rigore da Claude Bessy in una scuola di danza allora appena inaugurata nella periferia parigina, a Nanterre, e destinata a brillare per diversi decenni sul palcoscenico. A 43 anni, Dorothée Gilbert ha fatto il suo ultimo inchino all'Opéra de Parigi, giovedì 15 ottobre, nel ruolo principale de L’Histoire de Manon di Kenneth MacMillan. Al suo fianco, un’altra étoile, Hugo Marchand, interpretava il cavaliere Des Grieux, un giovane di buona famiglia perdutosi in un amore folle per questa seduttrice «affascinante ma amorale», che seguirà fino alla morte, commettendo per lei furti e crimini. Quest’ultimo si è dimostrato per tutta la durata dello spettacolo un partner esemplare, in particolare nei lift acrobatici che scandiscono i passi a due degli amanti maledetti. Alimentata da anni di pratica, la loro profonda intesa artistica traspariva in ogni istante e portava la loro interpretazione comune a una quasi perfezione, sia tecnica che artistica. La ballerina aveva del resto tenuto a concludere la sua carriera all’Opéra proprio con questo balletto che, undici anni prima, aveva suggellato la loro coppia sul palcoscenico.
Originaria di Tolosa, dove aveva frequentato i corsi del conservatorio, Dorothée Gilbert era entrata all’età di 12 anni, nel 1995, alla Scuola di danza. Assunta cinque anni dopo nel corpo di ballo, aveva rapidamente scalato i ranghi della compagnia fino a essere nominata étoile nel novembre 2007, al termine di una rappresentazione senza scenografie e quasi senza costumi a causa di uno sciopero dello Schiaccianoci di Rudolf Nureyev, in cui interpretava Clara. Da allora, sostenuta da una tecnica impeccabile, ha lasciato il segno in diversi ruoli importanti del repertorio, da Kitri in Don Chisciotte, dove il suo temperamento vivace ha fatto meraviglie, a Giulietta in Romeo e Giulietta e Odette-Odile nel Lago dei cigni, che hanno messo in risalto il suo senso drammatico. Fino a incarnare nel 2024, per la prima volta all’età di 41 anni, Aurora nella Bella Addormentata, con la stessa convincente sicurezza.
E' un’artista all’apice della sua arte quella che il pubblico entusiasta è venuto ad acclamare. Al termine dello spettacolo, quando dopo i saluti ha cominciato a piovere la rituale pioggia di stelle argentate, tutti gli spettatori si sono alzati in piedi all’unisono. Sono seguiti trentacinque minuti di applausi in piedi – un record –, mentre gran parte della compagnia raggiungeva la ballerina sul palco. E lei, fedele a sé stessa sia nella semplicità che nel senso dell’umorismo, ha concluso questa lunga ovazione a piedi nudi, lanciando in sala, come una rock star, le sue due scarpette da punta. Una scena mai vista prima al Palais Garnier!
Più tardi, quando il direttore dell’Opera (Alexander Neef) e il direttore della compagnia di danza (José Martinez) si sono succeduti sul palco allestito nel Grand Foyer per renderle omaggio, entrambi hanno ricordato la sua esigenza, la sua precisione e la sua sensibilità, così come il suo sorriso e la sua generosità, in particolare nei confronti dei giovani ballerini. La festeggiata, alla quale è stata poi conferita l' onoreficienza di Cavaliere della Legione d’Onore, ha concluso ricordando le mille vite che la danza le ha permesso di vivere prima di questo momento in cui inizare finalmente a vivere la propria.
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