Variazioni artistiche nel sito archeologico di Tarquinia
25/05/2026
TARQUINIA Si intitola Variazioni artistiche il progetto che mette in relazione le arti performative con uno dei luoghi simbolo del territorio di Tarquinia: la Necropoli dei Monterozzi, sito UNESCO di straordinaria rilevanza storica.
A cura di mk ed Emanuela Rea, la rassegna, sostenuta dalla Regione Lazio, in collaborazione con PACT – Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia e il patrocinio della Città di Tarquinia, prevede sette spettacoli distribuiti in due fine settimana (30-31 maggio e 13-14 giugno 2026, negli orari di apertura del sito), con un programma che attraversa diversi linguaggi - danza, teatro, circo contemporaneo e spettacoli per l’infanzia - per esaltare lo spazio tramite un caleidoscopio di creatività.
Nella Necropoli dei Monterozzi di Tarquinia le compagnie di danza che nell’evoluzione del contemporaneo ridefiniscono il proprio linguaggio (mk, Fabrizio Favale, Roberto Tedesco, Kinkaleri) si alterneranno al reading su Novecento di uno dei più acclamati autori italiani, Alessandro Baricco, a una programmazione pensata per l’infanzia di diverse fasce d’età (dalla danza, alle marionette, al nuovo circo).
Sabato 30 maggio spazio all’infanzia alle ore 16 (durata: 50 min), con Le mani di Efesto di e con Francesco Picciotti, uno spettacolo di marionette con protagonista un dio artigiano. In scena una piccola baracca sarà la tela su cui disegnare i destini degli uomini, ma sarà anche il monte olimpo e il vulcano Etna e tutto intorno compariranno i personaggi e le mirabolanti invenzioni del dio del fuoco.
A seguire alle ore 17.30 (durata: 80 min) il reading Novecento da Alessandro Baricco, con Ciro Masella. Quella di Novecento, il più grande pianista che abbia mai solcato l’oceano, è senza dubbio una delle più belle storie mai raccontate. Intensa, commovente, divertente e assurda… come la vita.
Domenica 31 maggio ore 17.00 (per l’infanzia, durata: 50 min) Il circo Palacinca di e con Chien Barbu Mal Rasè ci presenta i personaggi Capitan Palacinca e Il furbo Jock che girando il mondo in lungo ed in largo hanno raccolto straordinarie bestie esotiche ed appreso incedibili abilità magiche e tecniche circensi.
Spazio alla danza per l’infanzia sabato 13 giugno ore 16.30 (durata: 30 min) con la performance Everyone Gets Lighter | All kids! di Kinkaleri, con Marco Mazzoni in cui impareremo a costruire frasi, ballando. All Kids! è un alfabeto gestuale che permette di trascrivere il simbolo alfabetico direttamente sul proprio corpo, in continua dinamica nello spazio e nel tempo: una pratica coreografica. Segue alle ore 17.30 (durata: 30 min) la performance di mk, Uno stato eternamente nascente, concept e coreografia di Michele Di Stefano, pièce audio Massimo Conti e Michele Di Stefano, con Biagio Caravano (che cura anche il modular system live), Sebastiano Geronimo, Flora Orciari, Laura Scarpini, Francesca Ugolini. Un assemblaggio ‘da prato’, pensato per costruire l’intesa tra i corpi a partire dall’utilizzo della parola senza oggetto: il parlottio come tramite di un’alleanza fisiologica e momentanea nell’erba. Seduta. La pièce è composta dall’assemblaggio di pacchetti di conversazioni preregistrate colte in giro, stralci di concetti trascritti fedelmente e riorganizzati.
Domenica 14 giugno si inizia alle ore 16.45 (durata: 25 min) con We are our roots, coreografia di Roberto Tedesco, danzatrice Laila Lovino e composizione ed esecuzione musicale Luca Pizzetti. Accompagnato dal suono ipnotico dell’handpan, lo spettacolo esplora il viaggio dell’interprete tra partenze, arrivi e ritorni, percorrendo linee invisibili tracciate dallo spazio e dal corpo. Al centro, il tema delle radici: ciò che ci è stato tramandato dalla famiglia e dalle esperienze. Si prosegue alle ore 17 (durata: 20 min) con The Halley Solo di Le Supplici, ideazione e coreografia Fabrizio Favale, danzatore Daniele Bianco. Come ad imitare la traiettoria di una cometa periodica, questa danza si presenta come un’effimera scia nello spazio. Qui il danzatore abbandona qualsiasi tipo di riferimento narrativo per lanciarsi, come un corpo celeste, in traiettorie e in dinamiche, in cambi di qualità e densità danzate, in stasi e rapide torsioni nello spazio vuoto.
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