News

TAO Dance Theater al Grande di Brescia

07/04/2026
TAO Dance Theater al Grande di Brescia
TAO Dance in "17"

BRESCIA Torna in Italia TAO Dance Theater, compagnia cinese Leone d’argento alla Biennale di Venezia 2023, fondata da Tao Ye, Duan Ni e Wang Hao ospite del Teatro Grande di Brescia l'11 aprile con due lavori del vasto catalogo coreografico titolato Numerical Series.  In scena al Grande 16&17, coreografie create nel 2024 da Tao Ye, fondatore, coreografo e direttore artistico della compagnia. I titoli dei due lavori indicano altresì il numero dei danzatori e delle danzatrici impegnati sul palco per ciascuna performance.

16 è ispirato ai giochi Dragon Dance e Snake e vede sedici danzatori collegati tra loro e disposti in una coda lineare, impegnati nelle azioni di fluire, ruotare e marciare. Fluttuazioni di energia si trasmettono ininterrottamente tra i performer in una esplorazione del moto, di possibilità e nuovi linguaggi, sviluppando uno spazio circolare in cui testa e corpo si muovono a 360 gradi. Elementi come la fronte, il naso, le orecchie e la nuca sono punti di snodo che disegnano cerchi sempre diversi e il corpo si muove proprio come un dragone. Il principio è la Tecnica del Movimento Circolare: gli arti seguono il movimento della testa nel suo colpire, cadere, torcersi, secondo l’inerzia naturale del centro di gravità. Il corpo si rivela come struttura multidimensionale con derivazioni infinite e movimenti, ripetitivi e non, che dipingono un micro-mondo caotico, ma allo stesso tempo splendido.

17 prosegue la sperimentazione sulla forma del suono e del movimento del corpo, in dialogo con l'opera 7. Diciassette danzatori si disperdono e si riuniscono apparentemente in disordine. Dall'inizio alla fine il suono rappresenta il segnale dei pensieri e dei movimenti del gruppo e la forma sonora è sempre sincronizzata con il movimento del corpo, formando un gioco di contrasti tra i linguaggi. Si instaura così una varietà di relazioni miste, sregolate, che sembrano assumere la forma di onde sonore e fuochi d’artificio. Dall’immaginazione cinestetica del suono, dalla capacità evocativa di trasformare suoni in movimenti fisici, nasce questa coreografia. Ciò che ne deriva è una canzone senza parole inspiegabilmente familiari e al tempo stesso un senso di distanza. Fluttuazioni e linearità del suono non sono proprie solo del campo uditivo ma anche fisico: per Tao Ye “i corpi sono tutti collegati, questo è un linguaggio del mondo”.

© Riproduzione riservata

joffrey-25-26csc-2026nod-2026artemente24-25

Vedi anche...