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"Marco Spada" ritorna all’Opera di Roma nella nuova stagione 2024/2025

24/06/2024
"Marco Spada" ritorna all’Opera di Roma nella nuova stagione 2024/2025
Rudolf Nureyev in "Marco Spada" di Lacotte nella stagione 1980/1981 Archivio Storico del Teatro dell’Opera di Roma

ROMA La stagione Teatro dell’Opera 2024/2025 è un tripudio di debutti e di grandi autori. Annunciati registi internazionali come Peter Sellars, Romeo Castellucci e Calixto Bieito, oltre al ritorno a Roma di Richard Jones, Deborah Warner, Valentina Carrasco e Pierre Audi. Nel settore danza non mancano gli omaggi a celebrati coreografi intramontabili come John Cranko, Pierre Lacotte e Roland Petit e la presenza di ammalianti guest artist, alcuni per la prima volta a Roma come Nicoletta Manni, Madison Young, Julian MacKay, Igor’ Cvirko, insieme ai ritorni di Friedemann Vogel, Olga Smirnova, Iana Salenko. In totale, la stagione di balletto pensata dalla direttrice del ballo Eleonora Abbagnato prevede 7 titoli con 2 novità.

“Con la scorsa stagione abbiamo “sconfinato” in territori inesplorati e avvincenti – ha spiegato il Sovrintendente Francesco Giambrone. Con la prossima il nostro sguardo si propone di cogliere nuove sfide e superare nuovi confini, seguendo il fil rouge "Volti del potere", come suggeriscono le belle e forti immagini create da Francesco Vezzoli. Una proposta artistica che attraversa quattro secoli, dal Barocco ai giorni nostri, esplorando i linguaggi della scena contemporanea, i capolavori del Novecento ma anche il grande repertorio, con una particolare attenzione per il recupero di quella tradizione artigianale che ha reso il nostro teatro e l’arte scenografica italiana celebri nel mondo. Questa nuova stagione si conferma inoltre come un investimento sempre maggiore: più titoli di opera e di balletto, più concerti, più serate di apertura del Costanzi, oltre a eventi in spazi alternativi di straordinaria bellezza come la Nuvola e le Terme di Diocleziano, cui si affianca il Teatro Nazionale. Un teatro in ottima salute, con un bilancio solido e in attivo ormai da tanti anni, con una media di riempimento della sala che supera il 90%, e con tantissime serate sold out, che ci hanno spinto a riaprire dopo anni la vendita dei posti di solo ascolto. Un progetto culturale fondato sulla curiosità e che punta a creare un luogo di riflessione, uno spazio di pensiero critico e libero”.

La stagione danza inaugura il 15 dicembre con il tradizione Schiaccinaoci nella versione di Paul Chalmer (repliche fino al 25). Gli elementi oscuri e psicologici della trama originale lasciano il posto a una favola amata da grandi e piccoli che racconta di come, allo scoccare della mezzanotte di un magico Natale, i sogni e i desideri della giovane Clara inizino a realizzarsi. Assieme alle stelle romane, i ruoli dei protagonisti sono affidati a Madison Young e Julian MacKay, entrambi Principals del Bayerisches Staatsballett al loro debutto al Costanzi. Per la prima volta sul podio romano la direttrice Andrea Quinn.

Dal 31 dicembre al 5 gennaio per le feste di inizio d'anno non poteva esserci scelta migliore della riproposta del frizzante Pipistrello di Roland Petit tratto dall’operetta di Johann Strauss jr. ambientato nella Belle Époque. Con la supervisione coreografica di Luigi Bonino, la ripresa ricorda anche il grande coreografo Roland Petit nel centenario della nascita. Nel ruolo della seducente Bella si alternano l’étoile capitolina Rebecca Bianchi e la prima ballerina Federica Maine. Dirige l’orchestra Alessandro Cadario.

Terzo titolo della stagione di danza è Carmen, proposto dal 26 al 31 gennaio, nella lettura di Jiří Bubeníček, commissionato da Eleonora Abbagnato nel 2018. In scena con il Corpo di Ballo del Teatro, Javier Rojas del Birmingham Royal Ballet, al suo debutto al Costanzi. Sul podio Manuel Coves.

Forte del successo delle ultime stagioni, la formula del Trittico di danza, tenacemente voluta da Eleonora Abbagnato, quest’anno raddoppia. Il primo appuntamento è alla Nuvola dell’EUR, dal 2 al 5 marzo, con una nuova creazione e due lavori del 2023 che arrivano in Italia per la prima volta. La serata si apre con In Esisto di Vittoria Girelli, un lavoro in cui la coreografa italiana ha rivelato la sua matura padronanza del vocabolario coreutico. Si prosegue con S di Philippe Kratz, vincitore del Premio Danza&Danza 2019 come miglior coreografo. La serata si chiude con la novità Creature di Francesco Annarumma sulla Sonata n.1 The 12th Room di Ezio Bosso.

Onegin, capolavoro di John Cranko torna al Costanzi dopo quasi 30 anni di assenza. Esempio perfetto di “dramma in danza” per genialità narrativa e spessore drammatico, l’infelice storia d’amore tra Olga e Onegin sarà raccontata dalle étoiles Nicoletta Manni e Friedemann Vogel. Dal 3 al 9 aprile con l'Orchestra del Teatro guidata dal maestro Philip Ellis.

Il secondo trittico porta il nome degli autori che lo firmano: Dawson / Lightfoot – León / Ekman, e sarà in scena al Teatro Costanzi dal 20 al 25 maggio. Composto sul ciclo di Lieder di Richard Strauss, Four Last Songs è un lavoro del 2023 di David Dawson che dice di aver “sempre immaginato che i ballerini scendessero all’interno della cupola di una cattedrale, come se fossero angeli” dando corpo alle idee della vita, dell’amore e della morte. Subject to Change è invece una creazione del 2003 di Paul Lightfoot e Sol León. Sull’avvincente musica di Schubert, sei danzatori in un balletto pieno di emozioni, che varia da un duetto opprimente a una vorticosa danza di gruppo. Creato nel 2010, Cacti è il pezzo di maggior successo di Alexander Ekman: un’allegra e sagace parodia degli eccessi nella danza contemporanea. Benjamin Pope dirige per la prima volta l’Orchestra dell’Opera di Roma.

Fuochi d’artificio in chiusura con un titolo rarità per le grandi compagnie europee: Marco Spada nella ripresa di Pierre Lacotte. Il balletto nato del 1857 sulle palpitanti musiche di Auber con libretto di Eugène Scribe e coreografie di Mazilier, era scomparso dal repertorio dopo la prima a Parigi. Nel 1981 proprio per l’Opera di Roma con Rudolf Nureyev nel ruolo del protagonista (già quarantenne) e due divi di pura scuola francese, Michael Danard e Ghislaine Thesmar, Pierre Lacotte lo riprese, firmando anche scene e costumi. Il titolo nel 2014 entrò nel repertorio del Bolshoi di Mosca: il balletto dà sfoggio alla tecnica maschile perché il protagonista, il brigante gentiluomo Marco Spada è impegnato in un pirotecnico tour de force di raffinatezze stilistiche, sciorinate in numerose variazioni e pas d’action. Guests a Roma il Principal dancer del Bolshoi Igor’ Cvirko con Olga Smirnova (HET) e Iana Salenko (Staatsballett Berlin). L’Orchestra dell’Opera è diretta da David Garforth.

 

 

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