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Torna "Onegin" alla Scala: con Bolle e Manni e molti altri interpreti

31/10/2023
Torna "Onegin" alla Scala: con Bolle e Manni e molti altri interpreti
Nicoletta Manni e Roberto Bolle in prova di Onegin (ph. Brescia e Amisano/Teatro alla Scala)

MILANO Il capolavoro di John Cranko, Onegin, torna in scena dal 5 al 25 novembre con il Balletto del Teatro alla Scala in omaggio e come tributo al grande coreografo nell’anno che segna il cinquantesimo anniversario dalla sua prematura scomparsa. Nove le rappresentazioni, che vedono Roberto Bolle protagonista delle quattro recite iniziali in uno dei ruoli più acclamati, accanto a una nuova partner: per la prima volta sarà Nicoletta Manni a condividere con l’étoile questo balletto appassionante. E protagonisti saranno, nelle successive recite, tornando a rivestire i ruoli principali di Onegin e Tat’jana, Timofej Andrijashenko e Martina Arduino (18 e 21 novembre), Marco Agostino e Vittoria Valerio (19 e 25 novembre), Gabriele Corrado e Alice Mariani (23 novembre). Nove recite  con interpreti tutti da seguire, per la densità interpretativa a cui i protagonisti sono chiamati. Onegin infatti, grande storia d’amore infelice, mostra l’abilità di Cranko nel reinventare una storia scritta e narrarla in puri termini di danza, ad esempio nel gioco d’amore tra i quattro giovani protagonisti del primo atto (Tat’jana, Ol’ga, Lenskij e Onegin) e dei tre protagonisti adulti nel secondo atto (Tat’jana, il Principe Gremin suo marito e Onegin).  

Rappresentato per la prima volta a Stoccarda nel 1965, nella sua versione definitiva nel 1967 e a New York nel 1969, il balletto in tre atti e sei quadri, si ispira al romanzo in versi di Aleksandr Puškin scritto tra il 1823 e il 1830; alla Scala fu presentato per la prima volta nel 1993. Sul podio Simon Hewett, direttore principale  dell’ Hamburg Ballet, alla sua prima collaborazione con il balletto scaligero, dirigerà la partitura, su musiche di Čajkovskij, senza però nemmeno una nota tratta dalla sua opera Evgenij Onegin. Con l’elaborazione di Kurt-Heinz Stolze, fidato collaboratore di Cranko, la scelta fu di orchestrare alcuni brani per pianoforte, alcuni dei quali tratti dal ciclo delle Stagioni, ed estrapolare alcuni momenti da poemi sinfonici quali Francesca da Rimini e Romeo e Giulietta oltre che dall’opera I capricci di Oksana o Vakula il fabbro - più conosciuta col titolo Gli stivaletti. L’assemblaggio e l’orchestrazione dei vari brani vennero concepiti in relazione alla espressività drammatica di ciascun brano, legandosi alla concezione di rendere questo balletto uno spettacolo teatrale completo; che nell’allestimento in repertorio alla Scala porta le firme di Pier Luigi Samaritani e Roberta Guidi di Bagno e le luci di Steen Bjarke.

 

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