News

Andrea Costanzo Martini è il vincitore di CollaborAction 2026

26/09/2026
Andrea Costanzo Martini è il vincitore di CollaborAction 2026
Andrea Costanzo Martini

RAVENNA È Andrea Costanzo Martini il vincitore dell’ottava edizione di CollaborAction, l’azione del Network Anticorpi XL con cadenza biennale che sostiene attraverso un Premio la realizzazione di una nuova creazione di un/a coreografo/a mid career che si distingue nel panorama nazionale degli ultimi anni per la qualità artistica del proprio percorso autoriale.      
Annunciato nella serata conclusiva della Vetrina della giovane danza d’autore, l’autore si aggiudica il Premio CollaborAction che mette in palio 16.500€ da investire nel nuovo progetto
Moan*ing. Oltre al premio in denaro, vengono messi in campo diversi strumenti di supporto allo sviluppo della creazione, dalle residenze creative, che oltre a prevedere la messa a disposizione di spazi prove forniscono momenti di feedback con operatori e operatrici, alla realizzazione di una tournée nazionale dello spettacolo presso le rassegne, i festival e le stagioni dei partner dell’azione.

I partner del Network Anticorpi XL che aderiscono all’azione, dopo attenta valutazione dei 3 progetti finalisti Hell is Empty del duo Panzetti / Ticconi, GOOD VIBES ONLY (Royal Rumble) di Francesca Santamaria e Moan*ing di Andrea Costanzo Martini, hanno deciso di assegnare il Premio a quest’ultimo per la forza e l’originalità della ricerca che prende spunto dalla figura di Moana Pozzi per interrogare temi legati al corpo, allo sguardo, al desiderio, all’esposizione e alle dinamiche di potere e riflettere sul confine tra autodeterminazione e sfruttamento, libertà e manipolazione, nonché sulla relazione tra chi si espone e chi guarda. Una proposta solida, coerente con il percorso artistico dell’autore e, allo stesso tempo, capace di aprire nuove possibilità di ricerca e sviluppo all’interno del processo creativo.

La nuova ricerca coreografica di Andrea Costanzo Martini si ispira alla figura di Moana Pozzi, iconica personalità italiana degli anni Novanta, conosciuta inizialmente come attrice pornografica ma successivamente attiva anche come opinionista televisiva e figura politica. Morta molto giovane, è rimasta nell’immaginario collettivo come simbolo di libertà, coraggio e indipendenza all’interno di una società che spesso chiede alle donne - così come a tutte le altre soggettività considerate non conformi - di adeguarsi a determinati modelli di comportamento e di rappresentazione.

Dove si trova il confine tra autodeterminazione e sfruttamento, tra piacere e consumo, tra libertà e manipolazione? Che cosa significa esporre il proprio corpo davanti a un pubblico? E a chi appartiene questa esposizione? "Il mio lavoro - dichiara Martini - ha sempre esplorato l’atto della performance come un equilibrio sottile tra lo sfruttamento di chi è in scena e il desiderio dello stesso interprete di essere visto, guardato, desiderato, tracciando spesso parallelismi con i sistemi di visibilità e potere che definiscono ciò che accade nel mondo della danza contemporanea. La figura di Moana mi sembra diventare estremamente simbolica rispetto a questa ricerca che porto avanti da anni, capace di offrire punti di vista nuovi su un tema che mi accompagna da tempo. Lungi però dal volere presentare un ritratto biografico della sua vita, questo progetto prende slancio dalla sua figura unica per interrogarsi attorno a questi ed altri temi. Attraverso una ricerca che combina movimento, voce, testo e corpi, Moan*ing vuole costruire un paesaggio scenico in cui gli interpreti si vedono costretti, sempre, a giocare dei ruoli prestabiliti senza sapere (o volere?) come uscirne.

 

© Riproduzione riservata

cannes-2026abbondanza-bertoni-vivavisavi-2026tokyo-2026torinodanza-2026artemente24-25sfera-2026

Vedi anche...