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Due prime per il Corpo di Ballo dell’Opera di Roma con giovani autori

Di Azzurra Di Meco 27/01/2024
Due prime per il Corpo di Ballo dell’Opera di Roma con giovani autori
Prove "I died for love" Valeria-Scalisi (ph. Fabrizio Sansoni/ Opera di Roma)

ROMA Tre giovani autori, due prime assolute, una discreta dose di coraggio e fiducia verso la nuova coreografia made in Italy: ecco la ricetta invitante di Eleonora Abbagnato che propone la Serata giovani coreografi per la stagione di danza del Teatro dell’Opera di Roma, in scena al Teatro Nazionale di Roma dal 31 gennaio al 2 febbraio.

Un dittico composto da Yellow di Adriano Bolognino (Premio Danza&Danza 2022 coreografo emergente) e I Died for love di Sasha Riva e Simone Repele, che vede impegnato il Corpo di ballo, le étoiles Alessandra Amato e Rebecca Bianchi e il solista Simone Agrò (Premio Danza&Danza 2023). Un progetto sfidante e significativo che investe sui nuovi talenti e che la direttrice del Ballo capitolino intende destinare come appuntamento fisso all’interno del cartellone danza. L’invito per il 2024 intanto raggiunge coreografi con cui la stessa Abbagnato ha già lavorato  come interprete.

Yellow di Bolognino, al suo debutto in un Ente lirico, presenta una creazione dal tratto autobiografico dalla lunga gestazione. “Mi ero ripromesso che se avessi avuto l’opportunità di creare per un corpo di ballo, avrei dato una chance a questa pièce sulla quale ho iniziato a lavorare senza mezzi già nel 2018”.  Yellow non nasconde il legame con la figura materna e quello sentimentale con la compagna Rosaria Di Maro, interprete intensa, specchio creativo, musa che lo segue come assistente anche in questa produzione capitolina. Yellow (Giallo) è il colore denso della sfera di energia sfavillante di certi cartoon giapponesi dell’infanzia: “Vorrei che questa creazione segnasse una nuova porta verso un futuro che mi auguro ricco di questa energia che pervade la mia creazione e che rappresenta quello che sono oggi come coreografo ed essere umano”. Dinamiche muscolari consegnano ai corpi sciabolate e geometrie scattanti, mentre incastri veloci di sequenze si alternano a momenti rarefatti e off balance, colorando Yellow di una tinta drammaturgicamente densa.

Di un diverso colore narrativo è I Died for Love, firmata da Riva&Repele. L’ispirazione nasce da The Butcher’s Boy, canzone popolare americana: una donna viene abbandonata e tradita dall’uomo che ama e deciderà di togliersi la vita. La coreografia si insinua all’interno di un’interpretazione sfaccettata sul tema della violenza sulle donne e le distorte declinazioni dell’amore. “Ci siamo imbattuti casualmente in questo brano musicale – raccontano i coreografi - conservandolo in un archivio creativo in attesa del momento giusto. Alla luce della nostra triste attualità è come se ci avesse chiamato e abbiamo iniziato a lavorare con grande trasporto”. Avvalendosi di un personale vocabolario che mescola un linguaggio contemporaneo, poetico e delicato, con la danza accademica, riconoscibile nei port de bras, nelle arabesques e nelle pose rivisitate dal classico, Riva&Repele consegnano a un palloncino bianco e a una panchina una forte valenza simbolica, interpretando con garbo e profondità il dramma della violenza di genere.  

 

 

 

 

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