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"I DiVersi" al Bonci di Cesena

23/05/2024
"I DiVersi" al Bonci di Cesena
I DiVersi prove (ph. Margherita-Caprilli)

CESENA Nell’ambito del focus sulla drammaturgia fisica Carne a cura di Michela Lucenti, una produzione di Balletto Civile con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale  che trasforma le biografie di un gruppo di cittadine e cittadini del territorio romagnolo in un’opera d’arte collettiva. In scena al Teatro Bonci: a Cesena da venerdì 24 a domenica 26 maggio (con due repliche al giorno, ore 19.00 e ore 21.00): I DiVersi Madrigali contemporanei racconta attraverso danza, video, fotografia, musica e slam poetry le storie di persone comuni incontrate sui territori.

Tutto parte da una call lanciata nel mese di dicembre, alla ricerca di non professionisti con l’unico requisito di essere pronti a mettersi in gioco condividendo senza filtri la propria vita e il proprio immaginario. Dopo la selezione dei partecipanti – 12 romagnoli dai 23 ai 66 anni (dalle 60 candidature pervenute) – una serie di lunghe interviste condotte dagli artisti ha fatto emergere le loro identità, fatte di luoghi e contesti d’origine, particolari esperienze, emozioni profonde, paure, sogni e speranze: questi spaccati di diverse esistenze hanno poi preso forma in componimenti poetici di dodici versi ispirati alle singole biografie, scritti in forma di madrigale da Emanuela Serra, che cura la drammaturgia con Maurizio Camilli.

Contemporaneamente, e sulla base dello stesso materiale, Michela Lucenti ha cucito su ciascuno una partitura fisica che tende a riappropriarsi dell’essenza di queste storie e la rende “azione danzata”. Da eseguire sulla rielaborazione sonora del madrigale Hor che'lciel e la terra e'l vento tace di Claudio Monteverdi, a cura di Guido Affini, che racchiude i nuovi versi, incisi dalle voci di persone care scelte dagli stessi protagonisti.

Un processo di creatività condivisa, dipanato lungo 4 mesi, che arriva oggi all’apertura pubblica: nell’installazione sul palcoscenico del Teatro Bonci ognuno dei DiVersi danza così la propria vita come opera d’arte, davanti alla gigantografia del suo ritratto, realizzato attraverso sessioni di shooting dal fotografo Guido Borso.

Fin dalle origini, Balletto Civile pratica il linguaggio scenico e performativo come strumento di impegno sociale: lo scopo di questo progetto è entrare in contatto con il paesaggio urbano, indagando attraverso i singoli la comunità, la rete di relazioni in cui sono immersi.

«Un’indagine tra società civile e atto poetico – annota Michela Lucenti – come ricorda il titolo, rimandando sia ai versi della composizione lirica/musicale antica sia all’unicità delle persone, “diverse” per genere, età, occupazione, esperienze, testimoni di un’esistenza ma anche di un vissuto strettamente legato al territorio. Balletto Civile ha lavorato diffusamente sui territori fin dalla sua costituzione e proprio per questo motivo abbiamo voluto ribaltare questa volta la visione. Dal micro vogliamo raccontare il macro, una lettura a imbuto rovesciato: dalla delicatezza dell’esperienza del singolo all’ascolto di un’intera comunità.

Alla nostra call hanno risposto 60 persone, tutte molto interessanti. Abbiamo selezionato i testimoni con l'intento di creare un gruppo estremamente eterogeneo. Le loro facce, la loro storia, il loro immaginario, la loro urgenza di raccontarsi e di esporsi, sono stati il discrimine, indipendentemente dalla loro preparazione artistica. Sono  vite che diventano opere d’arte e uno spaccato del territorio attraverso lo sguardo dei testimoni che lo abitano».

 

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