Chiude la Carlson Company: tempi difficili anche per i "Maestri"
12/01/2026
PARIGI A certe notizie non si vorrebbe credere. Eppure la Carolyn Carlson Company, fondata a Parigi nel 2014, ha annunciato che chiuderà i battenti questo mese di gennaio, con due serate di danza il 30 e 31 gennaio, al Théâtre des Champs Elysées di Parigi.
In scena uno dei lavori più significativi dell'ultima Carlson, The Tree - visto in più occasioni e città in Italia - opera in cui dispiega il suo mondo immaginifico a partire da un discorso ecologico-poetico. Si tratta di una riflessione sull’umanità e la natura basata su Fragments of a Poetic of Fire del filosofo Gaston Bachelard. Carlson qui ha lavorato in stretta sintonia con Eémi Nicolas che ha creato per lei paesaggi immaginari come riflesso del mondo interiore e il pittore Gao Xingjian con le sue tele astratte proiettate. Un canto d’amore potente e vitale che Carolyn Carlson mette in scena insieme al virtuosismo dei suoi danzatori. Le sequenze di The Tree sono visioni metaforiche della natura, effimere, misteriose e intangibili, che rimandano anche alla mitologia secolare nordica, in particolare a quelle del Kalevala (poema epico finlandese). I nove ballerini rappresentano gli istinti primari i fuochi interiori che alimentano e consumano l’animo umano, la fiamma universale dell’amore.
Dal 2014 a oggi, la Compagnia ha realizzato 18 creazioni (Carlson nella sua carriera ha ideato più di 100 coreografie anche per grandi ensemble) e 594 rappresentazioni in Francia e nel mondo viste da oltre 350.000 spettatori. Ma si è anche occupata di formazione e trasmissione attraverso masterclass (oltre 1.100 ore di workshop) e iniziative culturali; 22 trasmissioni di repertorio e circa 70 eventi. Senza contare i progetti trasversali nel settore audiovisivo, editoriale e delle arti grafiche.
Motivo della chiusura? Non una scelta anagrafica dell'ancora meravigliosa ottuagenaria Carolyn Carlson (nata in California nel 1943), ma un taglio drastico del sostegno finanziario, che non permette la continuazione dell'attività. Si chiude così un capitolo della storia, anche se la "famiglia Carlson" continuerà a diramare il verbo poetico della coreografa e pedagoga che tanto ha segnato la storia della danza in Europa, America e Italia.
Nel 2023 la giuria del Premio D&D le aveva conferito il Premio alla Carriera. Riportiamo qui di seguito la motivazione:
"Danzatrice, coreografa, pedagoga, poetessa, pittrice, artista visionaria: Carolyn Carlson ha segnato con la sua personalità e la sua opera l’evoluzione della danza contemporanea dai favolosi e rivoluzionari anni Sessanta del Novecento, formando giovani danzatori in tutta Europa, collaborando con musicisti e compositori che hanno firmato partiture originali per i suoi spettacoli, firmando un centinaio di creazioni sia collettive che soliste, scrivendo libri di poesie, accostate al disegno. Nata in California nel 1943, ma di origine finlandese, figura cardine dal 1965 al 1971 della Compagnia di Alwin Nikolais, Carolyn ha sviluppato in seguito la sua straordinaria unicità poetica. Trasferitasi in Francia nel 1971, ha avuto all’Opera di Parigi la particolarissima nomina di étoile chorégraphe, ricevendo l’incarico di guidare il Groupe de Recherches Théâtrales de l’Opéra de Paris. Nei primi anni Ottanta la sua capacità di far emergere la creatività dai giovani talenti la porta in Italia alla testa del Teatrodanza La Fenice Carolyn Carlson. A Venezia tornerà anche alla fine degli anni Novanta, direttrice della Biennale Danza dove fonderà l’Accademia Isola Danza. È la prima coreografa a essere insignita del Leone d’Oro alla Carriera della Biennale di Venezia. Nel 1999 ha fondato l’Atelier de Paris-Carolyn Carlson alla Cartoucherie, ha diretto il CCN di Roubaix Nord-Pas de Calais per nove anni, diventando dal 2014 al 2016 artista associata del Théâtre National de Chaillot con la sua Carolyn Carlson Company. Sue creazioni sono nate per il Finnish Ballet, il Cullberg Ballet, per l’Opéra de Paris (Signes), mentre titoli miliari restano Blue Lady, Steppe, Maa, Writings on Water, Inanna, il recente The Tree. Nel 2019 è stata eletta membro dell’Académie des Beaux-Arts di Francia".
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