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Fastoso viaggio in India con "La Bayadère" di Nureyev alla Scala

15/05/2024
Fastoso viaggio in India con "La Bayadère" di Nureyev alla Scala
Nicoletta Manni (ph. Brescia e Amisano)

MILANO Un’India da leggenda, intrighi, drammi d’amore per La bayadère, balletto del grande repertorio ottocentesco firmato a San Pietroburgo da Marius Petipa nel 1877, rivisitato da Rudolf Nureyev alla fine del secolo scorso all'Opéra de Paris. Ultima delle sue letture dei grandi classici, La Bayadère è arrivata per la prima volta al Teatro alla Scala per volontà del direttore del Ballo Manuel Legris per l'apertura di stagione 2021/2022, e per l’occasione con un nuovissimo allestimento firmato da Luisa Spinatelli. Precedentemente la Scala aveva in repertorio la versione di Natalia Makarova.

Questa straordinaria e fastosa produzione, ricchissima di virtuosismi e variazioni  torna in scena dal 26 maggio al 21 giugno, per 10 rappresentazioni - più una anteprima benefica riservata, il 22 maggio, a sostegno delle attività di Fondazione Ospedale Niguarda ETS.

L’étoile Nicoletta Manni aprirà le recite nel ruolo di Nikiya con Timofej Andrijashenko e in seguito per due rappresentazioni (il 12 e 14 giugno) accompagnerà il debutto scaligero di Kimin Kim, straordinario danzatore sudcoreano, dal 2015 primo principal straniero nella storia del Teatro Mariinskij. Nei ruoli di Nikiya e Solor si alterneranno anche Martina Arduino e Marco Agostino (6 e 8 giugno); Virna Toppi in debutto l’11 e 13 gugno, con Nicola Del Freo; nuovamente protagonisti anche Vittoria Valerio e Claudio Coviello il 17 e 21 giugno, mentre sarà un debutto come Nikiya anche per Alice Mariani, in scena il 18 giugno con Timofej Andrijashenko. Nel ruolo di Gamzatti si alterneranno Alice Mariani, Maria Celeste Losa e, in debutto nel ruolo, Gaia Andreanò e Linda Giubelli. 

 

Accanto a loro, molti altri artisti saranno impegnati nei vari ruoli del balletto, dall’Idolo d’oro (Mattia Semperboni, Alessandro Paoloni, Domenico Di Cristo, Edward Cooper, Darius Gramada, Francesco Mascia), al Fachiro (Domenico Di Cristo, Rinaldo Venuti, Valerio Lunadei, Andreas Lochmann, Saïd Ramos Ponce, Eugenio Lepera), l’Alto Bramino (Massimo Garon, Daniele Lucchetti, Massimo Dalla Mora), il Rajah (Gabriele Corrado, Christian Fagetti, Gioacchino Starace), Lo schiavo (Edoardo Caporaletti, Giacchino Starace, Gabriele Corrado),   e il Corpo di Ballo protagonista assieme ai solisti delle splendide danze: la danza d’Jampe, la danza dei ventagli, la danza con i pappagalli, la danza dei guerrieri, la danza Manou (una ragazza con una brocca in equilibrio sulla testa), la danza del tamburo, il pas d’action, e, nel terzo atto, nel capolavoro del Regno delle Ombre, con 24 fanciulle-spirito in una teoria ispirata a Petipa dalla processione di anime del Paradiso della Divina Commedia illustrata da Gustave Doré, con le variazioni delle tre ombre soliste: Maria Celeste Losa, Caterina Bianchi, Gaia Andreanò, in alternanza con Agnese Di Clemente, Camilla Cerulli, Alessandra Vassallo, poi con Letizia Masini,  Linda Giubelli, Asia Matteazzi e con  Giordana Granata, Marta Gerani, Madoka Sasaki. Sul podio torna a dirigere, come al debutto scaligero del balletto, il Maestro Kevin Rhodes mentre per la prima volta vedremo in scena anche gli allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala.

 

 

 

 

 

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