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Alla ricerca di una ’direzione’

Prove di direzione artistica per Benjamin Millepied, prossimo direttore all’Opéra

Di Sergio Trombetta 23/09/2013
Alla ricerca di una ’direzione’
Alla ricerca di una ’direzione’

LIONE. In Francia c’è trepida attesa per vedere come Benjamin Millepied (Black Swan, marito di Natalie Portman) dirigerà i 155 danzatori dell’Opéra di Parigi dall’ottobre del 2014. Lui per ora si è fatto una clamorosa gaffe invocando una multi etnicità a Palais Garnier che, gli han fatto notare sui giornali , già esiste: guardasse meglio in faccia i suoi futuri ballerini.

Ogni suo nuovo passo, comunque, è osservato con febbrile attenzione. La sua è una storia di successo: francese ballerino al New York City Ballet, presto coreografo subito invitato all’Opéra e nel mondo francofono (per dare una risposta francese al successo british di Wheeldon?) .

Non c’era un posto libero alla Maison de la danse il 17 settembre per la prima del nuovo programma della compagnia di Millepied, la L.A. Dance Project. richiestissima e programmatissima non fosse altro per quella scia di glamour che si porta dietro.

Alla Maison, dove Benjamin è artista associato, è andato in scena un programma tripartito, coronato dalla ripresa di Reflections il suo brano già visto al Teatro Chatelet di Parigi. Ma certamente c’era molto interesse per la novità di Justin Peck giovane americano che sta percorrendo lo stesso cammino artistico di Millepied: da danzatore del New Yok City Ballet a coreografo. Ad appena 26 anni. Non si può dire che la sua Murder Ballad su musica di Bryce Dessner (una commissione della compagnia) non sia intessuta di tutti i pregi della gioventù: un gruppetto di danzatori in scarpe da tennis impegnati in scorribande di gruppo intervallate da teneri passi a due. Paraghonarlo alla nonchalance di certo Jerome Robbins, come ha fatto il New York Times è però davvero troppo. Forse è il caso di aspettare Peck ad una prova più impegnativa e sostanziosa per poterne giudicare seriamente il talento coreografico.

Non ci sono dubbi invece sul valore di Emanuel Gat (israeliano, ma attivo in Francia) e del suo Morgan’s last Chug (L’ultimo sbuffo di Morgan) che, musicalmente, accosta brani della Suite Francese di Bach, una spruzzata di Purcell, e la voce di Jim Norton che recita alcuni passaggi di “L’ultimo nastro di Krapp” di Beckett. Ne emerge un paesaggio meditativo abitato da una danza intensa e in continuo mutamento, frutto di una fantasia e di un sapere coreografico sempre più evidente e maturo.

 

 

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