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AGIS presenta al Ministro un documento congiunto per far ripartire il settore

Di Maria Luisa Buzzi 02/05/2020
AGIS presenta al Ministro un documento congiunto per far ripartire il settore
AGIS presenta al Ministro un documento congiunto per far ripartire il settore

AGIS, Associazione Generale Italiana dello Spettacolo, ha illustrato alla stampa il protocollo di misure redatto da esperti e presentato al Ministro dei Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini due giorni fa. Le misure riguardano sia un cronoprogramma per ripartire sia ipotesi di modalità.

Dato che il governo, a oggi, non ha prospettato alcun orizzonte temporale sulla riapertura dei teatri e dei cinema, annunciando d’altro canto – come ricorda il Presidente di AGIS Carlo Fontana in apertura di videoconferenza - misure consistenti di sostegno al settore (130 milioni allo spettacolo nel suo complesso, anticipo del FUS senza vincoli, cassintegrazione eccezionalmente estesa al settore), Agis ha scelto la strada di un documento realizzato da tutte le componenti aderenti all’associazione contenente possibili scenari.

Presentato con chiarezza da Filippo Fonsatti, Presidente di FEDERVIVO, il documento ha come punto focale un calendario per la ripresa, a partire dalla produzione non aperta al pubblico; ipotizza le modalità della ripresa in estate di manifestazioni in spazi open air, misure da adottare per la sicurezza degli spazi e dei lavoratori, nuove modalità di rapporto con il pubblico.

Ma se, ad esempio, per la musica sinfonica si possono più facilmente ipotizzare ‘ensemble leggeri e distanziati’, spettacoli diffusi in cortili e giardini nonché luoghi storici per rilanciare anche turismo e invogliare il pubblico a ‘riabitare’ lo spettacolo dal vivo (Ravenna Festival ha già proposto un piano b in questo senso per giugno), per altre discipline come la danza la questione è ben più complessa. Tant’è che nel corso della conferenza stampa – pur rappresentando AGIS anche il settore danza con molte realtà extra-Enti lirici sinfonici – non se ne parla quasi. 

E’ Francesco Giambrone, presidente ANFOLS e Sovrintendente del Massimo palermitano a farne cenno e a chiarire: “E’ evidente che ogni disciplina ha delle specificità per cui se un quartetto di archi può suonare distanziato con mascherina, quest’ultime non possono essere indossate per gli strumenti a fiato o dai danzatori. Lo scopo del nostro documento è arrivare a un protocollo certificato a livello centrale, validato dalla commissione tecnica-sanitaria da declinarsi poi nelle singole realtà e specificità artistiche. Puntiamo alla definizione di orizzonti temporali per superare lo smarrimento dato dalla separazione dei complessi artistici”.

Sulla ‘separazione’ Roberto Andò, regista e direttore del Teatro Stabile di Napoli, incalza: “Molto importante è anche tutelare il filo fiduciario con il pubblico. Interrompere il rapporto per troppo tempo significa perdere sintonia, perdere un patrimonio umano che va assolutamente tutelato”.

In conclusione è ancora Fonsatti a ribadire che “Agis è consapevole che tutte le proposte del documento comporteranno spese aggiuntive dei soggetti e che ne risentiranno maggiormente quelle realtà nei cui bilanci la vendita dei biglietti e le sponsorizzazione di privati sono preponderanti. Per cui -ribadisce -serve consapevolezza che finché non si tornerà alla normalità, a pieno regime, non potremo fare a meno degli ammortizzatori sociali”.

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